27 Giugno 2004 : La Gara
Tra me e i miei colleghi l'idea di partecipare alla spollinata nasce per scherzo gia' un' anno prima e lentamente prende corpo : progetti piu' o meno sensati, piu' o meno fattibili spuntano come funghi ma si arriva a meno di 60gg dalla gara che nulla e' stato deciso ne' tantomeno realizzato. Quindi si ripiega sul progetto meno spettacolare ma piu "concreto" e di realizzazione piu' immediata: una sorta di lombricone snodato che possa garantirci almeno l'incolumita'. Dopo aver collaudato due volte il "mezzo" si arriva al giorno prima della gara che tutto e' pronto, non rimane che trasportare la barca sino al luogo della partenza avvalendoci del camion del "Ricci" guidato con perizia dal nostro amico Rudi che riesce a scaricare tutto il materiale direttamente nella vecchia cartiera del antico Borgo di Giovi. L'indomani e' il gran giorno. Con moglie, figli, fidanzate e amici al seguito il nostro team sbarca nel parco del CRIC di Ponte Buriano.
Il team al completo
Una mattinata di relax, svago, e pranzo all'aria aperta lungo le rive dell' Arno fanno da preludio a una giornata che si preannuncia di scanzonato divertimento. Niente di piu Sbagliato !!! Subito dopo pranzo io e tutto l'equipaggio della Genni (battezzata solo in giornata! ) ci congediamo dai nostri cari e raggiungiamo la partenza per gli ultimi prepararativi promettendo di ritornare presto. Purtroppo sbagliando ancora. Qualche preoccupazione pero' non tarda ad arrivare quando gli "spollinatori" piu' esperti cominciano ad indossare caschetti, corsetti da cross e parastinchi. Ma tante' oramai si parte sono le 15!! Avviene il varo ed'e' subito chiaro che la scampagnata che ci eravamo immaginati rimarra' solo un sogno. Gia' i primi 200 metri ci fanno pensare "ma dove siamo capitati" : la corrente ci sbalza in acqua la Genni viene trascinata dalla corrente sbattendoci con forza contro le pietre. Ma non e' il momento dei ripensamenti , oramai siamo in ballo e mai come ora ci e' chiaro il detto "o bere o affogare".
Il momento del Varo
Non era quello che ci aspettavamo e neppure quello per cui la nostra Genni era stata ideata. Pesca troppo e sbatte sotto catapultandoci in acqua nel bel mezzo delle rapide e quando la corrente si placa ed il fiume si fa' profondo la Genni scorre poco e la fatica e' esagerata, in alcuni tratti a turno scendiamo in acqua a trainare l'imbarcazione per andare piu' veloci. Nei punti piu' stretti si verificano collisioni e gli stabilizzatori della Genni hanno la peggio , obbligandoci a ripetute soste per la riparazione fortunatamente Lorenzo non si fatto cogliere impreparato e dal suo corsetto militare tira fuori di tutto. Nel fiume ci sono cascatelle, improvvise rapide, una forte corrente e macigni a filo d'acqua e quando il fiume si allarga non c'e' acqua e la barca va trasportata di peso. In alcuni punti il moduli della Genni vengono staccati l'uno dall'altro, passati a forza di braccia oltre ostacoli o cascate e ricomposti dopo. Intanto le ore passano e sono sempre meno le imbarcazioni che ci fanno compagnia : di quelle che ci seguivano non si ha notizia e di tanto in tanto incontriamo qualche imbarcazione abbandonata oppure frammenti delle barche di chi ci ha preceduto.Sono tre ore che siamo in acqua quando un isolato pescatore ci avverte che mancano ancora 3 Km. Intanto la corrente e' cessata il fiume si e' fatto profondo e le forze non ci sono piu', la voglia di mollare si e' impossessata di noi ma l'idea non va giu' cosi' decidiamo ancora di continuare.
Il team
Il panorama fluviale ora e' placido e alberato come l'abbiamo visto presso ponte Buriano La Genni dopo tante riparazioni ha tenuto e la speranza di riuscire viene rinfocolata. Attendiamo di girare l'ultima curva per vedere il ponte ma quando Silvio si getta in acqua per darmi il cambio per il traino, la situazione precipita : si aggrappa alla barca pallido come un cencio in preda ad una congestione , sono 4 ore e mezza che siamo in acqua e la fatica si e' fatta sentire. Lo issiamo di nuovo su' ma proseguiamo. Poco dopo un urlo : nel modulo di coda ha ceduto un moschettone e Mirko pericolosamende ondeggia rischiando di cadere in un tratto dove l'aqua e' profonda almeno 3 metri e lui non sa' nuotare !!! Non mi rimane che gettarmi in acqua a nuoto per riattaccare il moschettone, prontamente Lorenzo ne tira fuori uno nuovo dal suo tascone . L'operazione riesce ma la nostra avventura termina li' : un forte crampo alla gamba sinistra mi blocca in acqua e non ci rimane che guadagnare la riva opposta e accettare la resa. Issiamo la barca in mezzo alla boscaglia e ci incamminiamo lungo quell'ultimo Km che ci separa dal traguardo , nemmeno tanto abbattuti tanto ossa e muscoli ci fanno male. I postumi di questa impresa si faranno sentire per giorni ma l'idea di riprovare e di riuscire e nata ben prima di scendere per l'ultima volta dalla Genni 18.
Chi ce l'ha fatta!!

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